sambuco

Il nome deriva dal greco “actéa” che richiama la voce di “nutrimento”, forse perché delle bacche di questa pianta si cibavano gli uomini, quando ancora non si coltivavano i cereali e ci si nutriva dei frutti degli alberi. Infatti, esistono tracce di questa pianta fin dall’età della pietra.
Questa pianta viene spesso utilizzata in presenza di malattie da raffreddamento, influenza, febbre, affezioni infiammatorie dell'apparato respiratorio per le sue proprietà diuretiche, sudorifere, antireumatiche, antinevralgiche ed emollienti. Questo perché le mucillagini che si sviluppano svolgono un’azione emolliente mentre i flavonoidi hanno funzione diuretica e disinfiammante. I frutti hanno un’azione lassativa; contribuiscono a regolarizzare il livello di glucosio nel sangue e dimostrano una chiara attività antiossidante. Ai fiori vengono anche riconosciute proprietà antiemorroidarie.